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Category Archives: Sentieri

Da Fontana delle Brecce alla cima del Monte Calvelluzzo (1699 m.), passando per Piana del Lago e la cresta di Serra di Calvello (1566 m.). 19.2 km (andata e ritorno) con l’Associazione Guide Ufficiali del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano

Venerdì 7 giugno le guide Remo, Isa, Nico e Maria e l’amico Giuseppe hanno percorso il lungo sentiero che da Fontana delle Brecce conduce fin sulla vetta del Monte Calvelluzzo attraversando il pianoro di Piana del Lago e la cresta di Serra di Calvello.
Il percorso è interamente all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano ed attraversa il SIC (Sito di Interesse Comunitario) denominato “Serra di Calvello”.

La nostra passeggiata inizia da Fontana delle Brecce, caratterizzata dalla presenza di un’area pic-nic con fontanili, tavoli e barbecue molto frequentata da turisti e famiglie che vogliono trascorrere una piacevole giornata a contatto con la natura. Il percorso è su una strada forestale ben battuta ed evidente tra alberi di faggio e cerro e dopo 1.7 km si giunge a Piana del Lago, un ampio pianoro caratterizzato dalla presenza di un acquitrino di origine naturale che, in seguito a recenti lavori di sbarramento e regimentazione delle acque circostanti, ha assunto l’aspetto di un piccolo lago stabile.

Proprio dalle sorgenti di Piana del Lago  nasce il Fiume Agri che dopo 136 km giungerà al mare nella pianura jonica a Policoro. Il laghetto si caratterizza per la presenza di una ricca fauna anfibia con Raganelle, Rane Verdi, Rospi, e Rane rosse.

Lasciamo quindi il lago e ci inoltriamo nella faggeta, non prima di aver riempito le nostre boracce da una delle fontanelle disposte intorno il lago visto che da qui in avanti non incontreremo altri punti acqua.

La faggeta è costituita da alberi maestosi di faggio, il sottobosco è caratterizzato dalla presenza dell’Agrifoglio (Ilex acquifolium) ma soprattutto dalle estese fioriture di  Aglio orsino (Allium ursinum) che proprio in questo periodo ricoprono con estesi tappeti verdi il fondo della faggeta e spargono nell’aria un forte  odore di aglio estremamente pungente. Le foglie di questa pianta vengono utilizzate per dare sapore ai piatti di pesce, insalate, formaggi teneri e patate lessate.

Il bosco che stiamo percorrendo è senza dubbio uno dei regni del Lupo ed infatti lungo il nostro percorso abbiamo avuto la fortuna di osservare le tracce di questo magnifico mammifero sotto forma di un deposito fecale contenenti setole di Cinghiale sua preda principale.  Dopo 4.8 km dalla nostra partenza si giunge al valico tra Serra di Calvello ed il Monte Lama, si abbandona la comoda pista forestale e si prende un sentiero sulla sinistra che ci porterà al margine del bosco, da qui inizia un lungo percorso sulla cresta della montagna tutto scoperto eccezion fatta per piccole porzioni boscate. Percorriamo quindi 4.2 km raggiungendo prima la cima Serra di Calvello (1566 m.) e poi il Monte Calvelluzzo (1699 m.).

Il panorama è mozzafiato, alle nostre spalle il Monte Maruggio e il Monte Pierfaone, sulla destra l’abitato di Marsico Nuovo e la sua diga, Paterno e l’inizio della Val d’Agri, i Monti della Maddalena e in lontananza le montagne del Cilento, sulla sinistra i paesi di Anzi, Calvello ed Abriola mentre dinanzi a noi il maestoso Monte Volturino e più giù il Massiccio del Sirino. Nel percorrere la cresta, caratterizzata da un’estesa prateria, notiamo tante grufolate dei cinghiali, varie tracce della presenza della lepre italica ma anche le tante fioriture tra cui spiccano diverse specie di orchidee ma soprattutto la Fritillaria Montana una rara pianta protetta. Siamo quindi giunti sulla vetta del Monte Calveluzzo dopo 9 km di cammino, qui facciamo un  veloce spuntino con insalata di pasta, frittata con cipolla e asparagi e panini con prosciutto.

Dopo aver mangiato riprendiamo il cammino per tornare al punto di partenza, logica vorrebbe che si tornasse indietro sullo stesso percorso dell’andata ma con un po’ di incoscienza decidiamo di scendere le ripidissime praterie del Monte Calvelluzzo per ricongiungerci ad un secondo sentiero che dal Rifugio Romaniello ci riporterà a Piana del Lago e poi a Fontana delle Brecce. Scendiamo quindi lungo le prateria del Calvelluzzo mantenendoci lungo il margine del bosco e dopo qualche scivolone raggiungiamo il sentiero che su una pista ben battuta ci riporta in un fitto bosco di faggio, il percorso è dolce, piacevole e ricco di sorprese, tra fosse e valloni, faggi monumentali, curiose deformazioni nei tronchi e tanti funghi. Dopo ben 19.2 chilometri e quasi sette  ore di cammino, stanchi ma soddisfatti, rientriamo alla fine di questa lunga ma piacevolissima escursione.

 

 

Alla scoperta delle gole del Torrente Alli con l’Associazione Guide del Parco dell’Appennino Lucano

Il sentiero si sviluppa lungo il corso del torrente alli, partendo dalla strada comunale che collega l’abitato di Viggiano alla Montagna Grande si risale il corso del torrente fino a giungere nella spettacolare forra,  stretta e incassata con ripide pareti alte decine di metri dominate da un nido d’aquila reale che qui aveva stabilito il suo regno.  In un ambiente particolare, dagli interessantissimi aspetti floristici e zoologici andremo alla scoperta di uno dei posti meno conosciuti ma tra i più affascinanti del Parco dell’Appennino Lucano. Il percorso è fruibile solo da escursionisti esperti, con adeguata attrezzatura ed accompagnati dalle guide del Parco. Durata 2.30 – Lunghezza  circa 3 chilometri.

Responsabili:  Remo Bartolomei 3496032867 – Giovanni Di Giorgio 333/4932893

Iscrizione: Entro e non oltre Sabato 15 Settembre 2012 chiamando i responsabili dell’escursione.
Avvertenze: E’ indispensabile l’uso di scarponi da trekking; dovendo attraversare un corso d’acqua c’è la possibilità di bagnarsi, pertanto è preferibile avere a disposizione un ricambio completo.
Note: I responsabili, a loro insindacabile giudizio, si riservano il diritto di non ammettere all’escursione coloro i quali non dimostreranno di essere in possesso dei requisiti fisici e tecnici necessari. In caso di previsioni meteorologiche avverse l’escursione potrà subire modifiche o essere rinviata a data da destinarsi.

Foto delle Gole del Torrente Alli

Sentiero dei Madonnaioli nel Parco dell’Appennino Lucano

Nei mesi scorsi, in compagnia degli amici Andrea Cerverizzo e  Giovanni di Giorgio, guide ufficiali ed esclusive del Parco dell’Appennino Lucano, abbiamo percorso il sentiero dei Madonnaioli che dal Santuario della Madonna del Monte Saraceno arriva fino al Santuario della Madonna di Viggiano.

L’escursione ha inizio dal parcheggio posto sotto il santuario della Madonna del Monte Saraceno di Calvello. La Chiesa della Madonna sorge tra blocchi calcarei  dai quali spuntano contorti alberi di faggio, percorrendo i gradini scavati nella roccia si giunge fin sopra il santuario dove un antico rito vuole che la seconda domenica di maggio la statua della Madonna venga  trasportata dalla chiesa parrocchiale di Calvello fin a questo piccolo santuario, per poi ritornare in Paese l’8 ed il 9 settembre. È tradizione che non si entri nel santuario se non dopo aver percorso, pregando,  per 3 volte  il perimetro.

Nei pressi del Santuario del Monte Saraceno si trova la Grotta dell’Eremita: un incavo nella roccia, poco profondo, che si affaccia su un dirupo a strapiombo di un baratro quasi inaccessibile. Si narra di un religioso solitario che avrebbe scelto la misteriosa grotta come luogo in cui trascorrere la vita in solitudine e contemplazione. Dopo la visita al santuario ed alla Grotta inizia il percorso vero e proprio, subito ci si inoltra nel fitto della faggeta e lungo uno stretto sentiero inizia il nostro camminare verso il monte di Viggiano. Dopo circa 800/900 metri di cammino, sulla nostra destra una maestosa parete rocciosa si mostra in tutto il suo splendore, caratterizzata da vari anfratti, è possibile osservare le orme di animali come tassi e volpi che qui si rifugiano, antiche leggende narrano che questi anfratti venissero usati dai briganti per ripararsi dalla pioggia durante le notti all’aperto per sfuggire ai Borboni che gli davano la caccia. Il sentiero prosegue per un altro chilometro e mezzo, in parte su strada asfaltata, per giungere al Quadrivio di Tuppo delle Seti, un’ampia radura che in passato era il luogo in cui i pastori, provenienti dalle diverse vallate, effettuavano i loro scambi commerciali.

Lasciata la strada asfaltata ci immettiamo su un vecchio tratturo, non sempre evidente, che è il vecchio percorso utilizzato dai pellegrini provenienti dai paesi limitrofi per raggiungere il Santuario della Madonna di Viggiano. Questo tratto di sentiero è quasi tutto scoperto e costeggia, in vari tratti, un rimboschimento di Pino Nero, inoltre si possono notare varie specie di piante officinali come il timo e l’origano. Dopo 4.5 km di cammino raggiungiamo un balcone naturale che si apre su una piccola valle detta La Laura caratterizzata da fenomeni carsici con la presenza di doline, depressioni a catino di solito chiuse sul fondo, invase da una rigogliosa vegetazione costituita da felci e rose canine.

Lasciando questo balcone naturale iniziamo la salita lungo il crinale che porta al Santuario, durante la salita sarà possibile osservare vari rapaci come il nibbio o il falco pellegrino, mentre la fitta faggeta è il luogo dove dimorano mammiferi come la volpe ed il lupo che nelle notti fredde ed illuminate dalla luna piena non è raro sentire ululare. Alla fine del crinale dopo circa 6.7 km di cammino giungiamo sulla cima del monte: qui si trova il famoso Santuario della Madonna Nera di Viggiano protettrice della Basilicata. Come da tradizione, prima di riprendere il cammino che porterà a valle, si faranno i tre giri rituali intorno al Santuario. Nei pressi del Santuario sono disposte varie fontane dove potremo riempire le borracce; dalla vetta potremo contemplare il panorama a 360° e, nelle giornate terse, vedere le cime più alte dell’Appennino Lucano. Dal Santuario prendiamo il sentiero che porta a Piana Bonocore, punto finale del nostro itinerario. Questo tratto è su strada lastricata, la stessa che i pellegrini percorrono due volte l’anno per portare la Madonna Nera dal Santuario al paese, a settembre e poi dal paese al santuario a maggio; lungo il percorso noteremo i “poggi”, piccoli altari in pietra dove si posa la Madonna durante il pellegrinaggio.

Distanza totale 7.7 Km.  Tempo di percorrenza 2 ore e 40 minuti (sola andata).

 

© Testi: Remo Bartolomei

Con il WWF lungo i Cammini Francigeni in Val d’Agri

Il WWF, insieme al Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, all’interno del Programma EPOS, ha ideato il percorso “Storie in cammino: itinerari sulle Vie Francigene della Val d’Agri”: tre itinerari guidati alla scoperta della Lucania piú autentica e dei luoghi della spiritualità Mariana della Val d’Agri vissuti attraverso l’esperienza di un moderno pellegrinaggio, l’attenzione al territorio, senza dimenticare l’enogastronomia locale, con l’ulteriore valore aggiunto del contributo WWF che darà al camminatore la garanzia di avere la possibilità di visitare aree protette accompagnati dalle Guide Ufficiali del Parco dell’Appennino Lucano.

Tale percorso esperienzale si aggiunge quale ulteriore tassello del mosaico dei percorsi Francigeni in Basilicata, che si desidera, con queste iniziative, far rivivere e camminare in un progetto più ampio della singola proposta di viaggio.
Cinque giorni, dal 30 agosto al 3 settembre 2012 per un viaggio slow sui percorsi legati alla Via Herculea, partendo da Potenza, Capoluogo costruito sull’Appia Secondaria, detta la Regina Viarum, fino ad arrivare all’antica città di Grumentum attraversando luoghi d’interesse naturalistico, spirituale, storico-artistico e enogastronomico.
L’iniziativa “Storie in cammino” rientra nelle attività promosse per i Cammini Francigeni dall’associazione Rete dei Cammini, rendendo cosí la Basilicata protagonista in ambito nazionale quale terra di Vie Francigene del Sud, nel suo ruolo di antico crocevia.
I pellegrini saranno accompagnati lungo il cammino da guide specializzate e avranno a disposizione la cartina e la mappatura GPS dei sentieri da percorrere ed un piccolo diario con cenni storici e segnalazione dei luoghi d’interesse da visitare: un personalissimo “Diario di viaggio”in cui ciascuno avrà la possibilità di appuntare le proprie suggestioni.

Per maggiori informazioni:

WWF Italia – Sezione regionale di Basilicata
Via Gradinata IV novembre,6
85100 Potenza – Tel: 0971 411382 – Fax: 0971 411382
e-mail: basilicata@wwf.it                   sito:www.wwf.it/basilicata

 Scarica la Brochure dell’iniziativa >>>>>

 

 

Al via il programma escursionistico dell’Associazione Guide del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano

Ha preso il via il programma escursionistico organizzato dall’Associazione Guide Ufficiali ed Esclusive del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. La giovane associazione che raggruppa gran parte delle guide ufficiali del parco propone un ricco programma di itinerari che per tutta l’estate accompagnerà gli amanti della natura  e della cultura  alla scoperta  dello stupendo territorio del nostro Parco. Molto variegata l’offerta proposta con sentieri lungo i monti ed i laghi del nostro parco senza dimenticare il ricco patrimonio culturale che contraddistingue il nostro territorio. La guida ha un ruolo fondamentale per la corretta fruizione dell’area protetta e per la conoscenza approfondita dei suoi ambienti naturali e delle ricchezze storiche e culturali che essa custodisce. Il modo più tranquillo e sicuro per muoversi nella natura alla scoperta dello stupendo territorio del nostro parco è quello di affidarsi alle guide del parco, accompagnatori specializzati nel guidare i visitatori sul territorio. Il compito delle guide è quello di far conoscere il territorio del Parco nei suoi diversi aspetti, alla scoperta di ambienti ancora incontaminati e del ricchissimo patrimonio naturale, culturale garantendo ai visitatori un’esperienza indimenticabile, alla scoperta dei “tesori nascosti” del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese.

Prossimo appuntamento è per sabato due giugno ore 9.30 al Bosco Faggeto di Moliterno. Il bosco è localizzato all’interno di un’area ad elevata umidità e basse temperature in cui prolificano i faggi con esemplari alti anche 40 metri. Oltre al faggio, il bosco ospita anche altre specie arboree quali l’ acero, il tiglio, il cerro, la quercia, il carpino nero, il leccio, mentre rende veramente interessante il luogo, la particolare associazione del faggio con l’agrifoglio. Da uno studio effettuato dall’ Università degli Studi della Basilicata, sono state censite ben 790 specie floristiche di cui 70 sono quelle rare, fra le quali spiccano un’ infinità di orchidee di incantevole bellezza come l’Orchis simia, l’Ophiris apifera, l’Ophiris lucana, l’Ophiris sphegodes. In questo habitat particolare trovano riparo la volpe, il tasso, la lepre, il cinghiale, l’ istrice, il riccio, il gatto selvatico, ed è stato segnalato anche il transito del lupo. Fra i rami degli alberi e sulle rocce nidificano una miriade di uccelli fra i quali ricordiamo il nibbio reale ed il nibbio bruno, il picchio, il cuculo, la civetta, il barbagianni, ed il gufo reale e l’ upupa.

Il programma escursionistico è realizzato con la collaborazione ed il patrocinio dell’Ente Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese.

 Scarica il  Programma escursioni associazione guide